Adottata la Dichiarazione sui Diritti dei Contadini, una vittoria di tutti!

Il 28 settembre 2018 è stata una giornata storica: per la prima volta sono stati riconosciuti formalmente i diritti delle comunità contadine. Una speranza concreta per un futuro migliore: più giusto, equo e salubre.

Con 33 voti a favore, 3 voti contrari e 11 astensioni il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato la Dichiarazione di diritto dei contadini e di altre persone che lavorano nelle zone rurali che presto sarà presentata all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. In teoria una grandissima vittoria per tutti. Peccato che – Svizzera, Ucraina e Portogallo a parte – l’Unione europea si sia espressa contro la dichiarazione e ciò che rappresenta: la protezione dei diritti umani, uno sviluppo sostenibile soprattutto per il Sud del mondo e un giusto riconoscimento per l’agricoltura di comunità. 

Oggi ci sono tantissimi contadini che portano avanti il più prezioso dei lavori: sfamano il pianeta senza avvelenarlo, presidiano i territori senza devastarli, coltivano il benessere di interi popoli senza depredare il futuro dei loro figli.

Si tratta di un’agricoltura di minimo impatto ambientale, orientata al ben-essere più che profitto, basata sulla collaborazione più che sulla competizione, sulla solidarietà più che sull’arricchimento. Un’agricoltura quasi invisibile per il mercato, ma fondamentale per la nostra vita. E’ grazie a queste forme di agri-cultura infatti se possiamo sperare di preservare la biodiversità, nutrirci di prodotti salutari, vivere in luoghi salubri e ospitali, tutelare la diversità dei paesaggi, tramandare i nostri prodotti tipici e locali, contrastare i cambiamenti climatici, salvaguardare il futuro dei nostri figli.

Secondo la Fao, malgrado la maggior parte della terra sia in mano a pochissime multinazionali, è l’agricoltura di piccola scala, basata sulle produzioni locali e sull’economia familiare, a nutrire la maggior parte degli abitanti del pianeta, in particolare nei paesi in via di sviluppo dove forniscono fino all’80% del cibo consumato a livello locale. Ma non solo… È ormai noto che proprio i contadini sono l’ultimo baluardo in difesa del diritto al cibo e di una vera sovranità alimentare purtroppo sempre meno garantita.

La produzione contadina non è perciò un’alternativa a quella intensiva, è bensì l’unica strada da seguire per darci una possibilità su questo pianeta.

Per questo l’adozione della Dichiarazione sui Diritti dei Contadini da parte del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite è un passo fondamentale non solo per gli addetti al settore ma per per l’umanità intera. Un faro che qualsiasi politica democratica, orientata al bene comune e al benessere dei cittadini dovrebbe tenere ben presente. Questa Dichiarazione è la base del miglior programma di governo che si potrebbe attuare, se davvero di cambiamento e di futuro si volesse parlare.

Un ringraziamento speciale a ARI Associazione Rurale Italiana e a tutto il movimento internazionale La via campesina, alle organizzazioni come Cetim (Centre Europe-Tier Monde) e Fian International e a tutti contadini che ogni giorno lottano per i diritti di tutti.

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