A chi fa paura la Biodinamica?

Farmer hand holding a fresh young plant. Symbol of new life and environmental conservation

L’attacco che in questi giorni sta subendo la Biodinamica è l’ennesimo segnale di quanto un certo sistema agricolo, politico ed economico, stia crollando sotto il peso enorme delle proprie responsabilità, dei propri limiti e dei propri fallimenti. Quell’agricoltura perennemente in lotta con la terra, si sta rivelando per quello che è: un gigante dai piedi di argilla, lì lì per crollare davanti alle evidenze sempre più chiare che un altro modo di produrre è possibile, oltre che necessario.

Tra queste un posto in primo piano spetta indiscutibilmente alla Biodinamica, la cui legittimità è da sempre riconosciuta all’estero e qui in Italia ormai sia istituzionalmente che scientificamente (Sustainability of organic food production. Proceeding of nutrition society 2015 ed innumerevoli altri). Come ci ricorda Massimo Blonda (biologo, ricercatore CNR ed esperto di tematiche ambientali) molti autorevoli ricercatori con avanzate tecniche analitiche ne hanno studiato le caratteristiche riscontrando nei prodotti ottenuti da queste tecniche qualità e salubrità superiori. Tra gli studi è bene sottolineare quelli del CREA, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria che ha esaminato e descritto i processi agronomici e gestionali di un campione di aziende agricole biodinamiche italiane.

E mentre pure il mercato le da ragione – nel campo dell’agricoltura biodinamica il nostro paese è il terzo produttore in Europa e il primo esportatore al mondo, in continua crescita – anche le associazioni di categoria ne riconoscono l’importanza (in dieci anni in Italia le aziende agricole biodinamiche sono praticamente raddoppiate), la sostenibilità, la maggiore qualità e la validità: “La biodinamica rappresenta una interpretazione delle produzioni agricole centrata sulla sostenibilità dei terreni nell’ambito di un più generale equilibrio del mondo naturale, ma è anche un investimento dal punto di vista ambientale ed economico visto che la resa per ettaro può raggiungere i 10mila euro di valore” (Coldiretti, 24 marzo 2018).

Il Fondo Ambiente Italiano (FAI), parla addirittura di Biodinamica come “una scelta di civiltà” e di una pratica perfettamente integrata nel processo di ricostituzione della bellezza Italiana. Insomma, si tratta di una di quelle economie che non solo sorride al mercato e ma anche alla salute delle persone e del pianeta. Tutti tranne chi ha interessi contrari e opposti al bene comune, essendo magari a libro paga di varie multinazionali degli OGM e degli agrofarmaci, ostili e contrari a tutto ciò che non è in linea con le loro presunte verità.
Non sia mai che qualcuno si renda veementemente sospetto d’eresia, tenendo e credendo dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture di quella scienza che si erge a dogma.

“Il compito della comunità scientifica è comunicare, dialogare, non disdegnare la pratica del dubbio, far circolare le idee e metterle alla prova con mente aperta e senza pregiudizi”, le parole sono di Claudia Sorlini, professore emerito di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano, che in una lettera aperta ha risposto ad un appello della senatrice a vita Elena Cattaneo, che invita il Rettore del Politecnico di Milano a boicottare il 35°convegno internazionale sull’agricoltura biodinamica, che si terrà proprio al Politecnico dal 15 al 17 novembre 2018.

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