In difesa del suolo

“Noi siamo suolo, terra. Siamo composti dagli stessi cinque elementi – terra, acqua, fuoco, aria e spazio – che costituiscono l’universo. Quel che facciamo al suolo, lo facciamo a noi stessi: non è un caso che “humus” e umano abbiano la stessa radice etimologica”.

Questa frase di Vandana Shiva non poteva rendere meglio la nostra connessione con Madre Terra e al contempo la drammatica crisi che stiamo vivendo proprio a causa della distanza che abbiamo creato tra noi e la terra. La terra è viva. La terra è vita. E la guerra che da decenni stiamo combattendo contro il suolo è una guerra contro la vita. Contro noi stessi.

Del resto la stessa parola “pesticida” – dal latino cœdere, uccidere o abbattere – ci dovrebbe dire qualcosa. Così come la nascita di queste sostanze meriterebbe un approfondimento: perché magari non è risaputo ma le origini di quelli che oggi vengono chiamati “fitofarmaci” si trovano nei laboratori degli scienziati che durante la prima e la seconda guerra mondiale hanno messo a disposizione le loro conoscenze allo sforzo bellico. In soldoni? Quelle che all’epoca furono potentissime armi chimiche utilizzate contro il nemico oggi vengono utilizzate quotidianamente contro la nostra terra.

Il caso del fosgene non è che tra i più eclatanti, basti pensare al Sevin, l’insetticida all’origine della catastrofe ambientale e umanitaria di Bhopal nel dicembre 1984. E di esempi del genere ce ne sarebbero molti… non ultimo il dibattutissimo glifosato di cui forse ancora oggi non tutti hanno ben chiara la drammatica portata, anche se, per farsi un’idea, basterebbe osservare le foto di Pablo Ernesto Piovano degli abitanti delle zone agricole in Argentina o magari fare un’analisi dei campi in cui questa sostanza è stata irrorata: i risultati non lascerebbero spazio a molti dubbi…

Del resto dopo decenni in cui abbiamo avvelenato, sfruttato e torturato la terra oggi gli effetti si iniziano a vedere: desertificazione e catastrofi climatiche, suoli sempre meno fertili e frutti sempre meno sani. I contadini, custodi della terra e degli antichi saperi, ora vivono di petrolio e chimica, coltivano avvelenando i loro campi, ammalandosi per primi e vendono i cattivi frutti di questo malsano lavoro per pochi soldi. Non c’è dignità in tutto questo.

Il fallimento della cosiddetta Rivoluzione Verde è sotto gli occhi di tutti e, soprattutto, sotto i piedi di tutti. Il modello agricolo industriale ha fallito e perseverare su questa strada significa nientemeno che continuare a distruggere noi stessi, il nostro pianeta e il nostro futuro. Dobbiamo abbassare le armi e concedere una tregua al pianeta. L’alternativa non può che essere questa: un ritorno alla terra, con rispetto e com-passione. Perché da qui dipenda la nostra vita.

RSS
Follow by Email
Facebook
Google+
http://www.saracunial.net/uncategorized/in-difesa-del-suolo/
Twitter
YouTube
YouTube
LinkedIn